Descrizione
Il territorio di Vigano rientra in parte nel comprensorio del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone, ente nato nel 1983 nell’ambito del Piano Generale delle Aree Protette della Regione Lombardia che, a decorrere dal 1974, ha istituito 18 Parchi naturali, corrispondenti al 16% della superficie regionale.
Lo scopo del parco naturale, che ha sede a Montevecchia e la cui estensione territoriale ricade su dieci comuni della Brianza nord- orientale, è innanzitutto proteggere un’area naturale ancora incontaminata, nonché far coincidere l’esigenza di tutela ambientale con le attività della popolazione e l’utilizzo sociale del territorio. La porzione del Comune di Vigano inserita nel Parco corrisponde ad un’area collinare boschiva composta da diverse specie vegetali quali il castagno, la rovere, la betulla, l’ontano e l’agrifoglio, sulle quali predomina l’onnipresente robinia, introdotta dal Nord America nel 1600, che ha trovato nelle nostre zone l’Habitat naturale per espandersi, in ciò favorita dall’uomo che per secoli l’ha utilizzata come legna da ardere. Il lento abbandono di attività silvo-pastorali fa si che parte del bosco riprenda connotati di foresta vergine, forse non bella a vedersi per l’invadenza dei rovi, ma grazie alla quale riesce a sopravvivere una fauna interessante e diversificata, residuo di una ben più ampia comunità faunistica dei secoli passati.
Passeggiando per il Parco può capitare di imbattersi in specie animali come la lepre, il riccio, il ghiro o rettili anfibi come la salamandra; più difficile e incontrare animali naturalmente guardinghi come la volpe, la donnola od altri piccoli predatori della cui presenza un attento osservatore si accorge dalle tracce lasciate. L’Ente Parco, nell’ottica di un rafforzamento della varietà. faunistica, provvede ad effettuare la reintroduzione di speci compatibili con l’ecosistema locale, come tassi e scoiattoli, nonché a tutelare forme di vita particolarmente a rischio come il gambero di fiume, la cui presenza nelle nostre rogge denota la buona qualità, delle acque di superficie. Nella fauna del Parco il posto di rilievo spetta comunque ai volatili, sia in termini di quantità che di qualità. Essendo uno degli ultimi ambienti boschivi tra le Alpi e la pianura padana le colline del Parco svolgono una funzione di stazione di sosta e di permanenza soprattutto per gli uccelli di passo, che regolarmente attirano i rapaci come il falco, il gheppio, la poiana ed il nibbio. Si calcola che siano una sessantina le specie avicole che nidificano regolarmente nel Parco.
L’abbondanza di uccelli in questi ambienti ha favorito nel tempo la pratica della caccia, oggi non più consentita nei confini del Parco, con tecniche di cattura con reti in appostamenti fissi, chiamati “roccoli”, dislocati nei punti dove maggiore era il passaggio di migratori.
Sul crinale delle colline di Viganò è possibile percorrere un sentiero che, oltre ad essere un buon motivo per una sana passeggiata nel bosco, consente di visitare le vestigia di qualche vecchio roccolo in disuso, dei quali si può notare sia la cura nella scelta dei siti nonché l’attenzione dei cacciatori per la vegetazione circostante, coltivata e mantenuta per attirare gli uccelli.
Per approfondire la conoscenza relavitivamente al Parco del Curone, visita il sito